LO
SCHIOPPETTINO
Vino tutelato dalla D.O.C. Colli Orientali del Friuli. L'origine
del nome è 'Pochalza', una parola slava. L'uva è
stata poi così denominata per i suoi acini ovali, duri
e resistenti allo schiacciamento. Il vitigno trovò
il suo habitat ideale all'uscita della strettissima valle
del Judrio. Nei secoli scorsi cresceva spontaneo, in ogni
luogo, con pergole che coprivano i cortili, vicino alle case
o sui pendii delle colline, in particolare nelle località
di Albana, Prepotto, Collobrida (ora slovena) e Mernico. In
queste zone il terreno è molto marnoso e ha un colore
rosso cupo. Le località sono particolarmente ventilate,
non ristagnano rugiade e tanto meno nebbie: per questo motivo
le viti in passato non hanno mai richiesto trattamenti anticrittogamici.
Questi oggi sono eseguiti, ma in maniera molto ridotta. La
maturazione è piuttosto tardiva. Alcuni viticoltori
ricavano un vino robusto, che si accompagna con selvaggina
o piatti di carne.
Purtroppo negli anni Venti e Trenta si manifestò la
richiesta di altri vini, come Merlot e Tocai, che si ritennero
più remunerativi. Per questo si estirparono queste
viti secolari per far posto a nuovi vitigni...
Lo Schioppettino, dunque, è un vino nato povero, divenuto
nobile quando lo si è scoperto raro, e perciò
prezioso.
Il vitigno è stato recuperato all'anonimato dai Rapuzzi
di Cialla, dopo una lunga battaglia a suon di scartoffie;
coltivato sapientemente nel loro "cru", ha dato
il prodotto che conosciamo, filologicamente inteso per Ribolla
Nera, ma chiamato Schioppettino dalle caratteristiche della
buccia dell'acino, così piena e tesa da "schioppettare"
in bocca.
Se dello Schioppettino Rapuzzi, insieme ad altri produttori,
è stato il Pigmalione, la Trattoria da Mario a Prepotto
ne è il "santuario" che ne perpetua la degustazione
guidata; in un ambiente casareccio, di monacale semplicità,
ma caldo per la gentilezza del servizio e la professionalità
enologica del conduttore. Questa trattoria-enoteca celebra
una volta l'anno (a cavallo fra aprile e maggio) la rassegna
dello Schioppettino, vino unico ma declinato in modo diverso
a seconda della sensibilità dei suoi produttori; e
lo sposa a menù "sontuosamente" semplici.
CARATTERISTICHE
Bellissimo colore rosso rubino, pulito, invitante.
Al naso: frutta e bacca rossa matura che si fonde e si confonde
con sentori di vaniglia, di fieno e di muschio.
Roteandolo nel bicchiere il vino si sviluppa ancora in armonia
e complessità.
In bocca è asciutto, caldo e di ottima persistenza
aromatica.
Ha colore rosso rubino granato con sfumature viola. Proviene
da vitigno autoctono. Il profumo ricorda la mora selvatica,
il lampone, il mirtillo. Sapore asciutto, fresco, di buona
struttura.
Carattere deciso, pieno, vellutato.
Di buona alcolicità, si consiglia di berlo
alla temperatura di 18°C. Il colore è rubino
intenso, appannato appena da un riflesso violaceo.
Profumato, morbido e di buona struttura, equilibrato, è
un vino da amatore.
CURIOSITA'
lo Schioppettino
è il prodotto della fermentazione della Ribolla Nera,
e deve invece il suo nome allo 'schioppettare' - appunto
- degli acini dalla stessa buccia, durante la fermentazione.
è
un vino che arrivava alla corte imperiale d'Austria, trasportato
in botti di rovere, sigillato dopo che i Magnifici Signori,
deputati al controllo, dichiaravano il luogo di produzione
delle uve e garantivano il prodotto con giuramento.
a Prepotto,
dove forse questo vitigno ha avuto origine e dove, senz'altro,
ha trovato la sua zona più vocata, qualcuno ha pensato
di proporlo e valorizzarlo: è nata così la
Mostra Degustazione dello Schioppettino, che si tiene annualmente
nella Trattoria da Mario.
Per l'occasione il locale propone i cibi tradizionali friulani
in abbinamento con la migliore produzione delle aziende
produttrici di Prepotto campioni di Schioppettino di diverse
annate.
un bicchiere
di Schioppettino fu fatto assaggiare da Enzo Bearzot agli
azzurri quale buon auspicio prima della finale nell' '82
che li vide laureati campioni del mondo.
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